Attrezzature intercambiabili, cosa sono ?

Comtec produce da quasi 30 anni attrezzature intercambiabili per carrelli elevatori, ma il termine è stato introdotto ufficialmente nella direttiva macchine 2006/42/CE, con questa definizione :

“«attrezzatura intercambiabile»: dispositivo che, dopo la

messa in servizio di una macchina o di un trattore, è assemblato

alla macchina o al trattore dall’operatore stesso al fine

di modificarne la funzione o apportare una nuova funzione,

nella misura in cui tale attrezzatura non è un utensile;”

Una definzione veramente concisa, che raggruppa decine di tipologie di prodotti, ma decisamente ricca di significato. In particolare :

  1. E’ un dispositivo che si assembla a una macchina dopo la messa in servizio della stessa. Prima si esegue la messa in esercizio della macchina nella sua versione originale, poi si assembla l’attrezzatura. Ne consegue che l’impiego dell’attrezzatura non interessa in alcun modo la documentazione della macchina, ne può incidere sulla conformità della macchina rispetto alla direttiva macchine o altre norme.
  2. E’ assemblato dall’operatore stesso. Deve essere possibile per l’operatore l’assemblaggio dell’attrezzatura alla macchina, ed egli è la persona deputata ad eseguire l’assemblaggio.
  3. Il fine dell’attrezzatura e del suo assemblaggio è modificare una funzione esistente o apportare una nuova funzione. E’ quindi legittimo e possibile apportare alle macchine nuove funzioni o modificare quelle esistenti, ed è questo lo scopo delle attrezzature intercambiabili.

Un esempio di come la definzione descrive ottimamente un’attrezzatura intercambiabile ormai diffusissima come una coppia di prolunghe forche :

  1. Si può assemblare su qualsiasi carrello elevatore dotato di forche con caratteristiche idonee, già in uso.
  2. L’operatore stesso esegue l’assemblaggio ,sfilando i perni di sicurezza, inserendo le forche e reinserendo nelle sedi i perni di sicurezza.
  3. L’attrezzatura modifica la funzione di sostegno del carico già prevista per il carrello elevatore, allungando il piano di carico e consentendo la movimentazione di carichi con una maggiore estensione longitudinale.

Un esempio di come la definizione si applica perfettamente anche a un’attrezzatura meno diffusa  e decisamente più discussa, come una gru inforcabile :

  1. Si può assemblare su qualsiasi carrello elevatore dotato di forche con caratteristiche idonee, già in uso.
  2. L’operatore stesso esegue l’assemblaggio ,sfilando i perni di sicurezza, inserendo le forche e reinserendo nelle sedi i perni di sicurezza.
  3. L’attrezzatura aggiunge una nuova funzione al carrello, la movimentazione di carichi sospesi. L’aggiunta di questa funzione, come da punto 1 ed essendo eseguita dopo la messa in esercizio della macchina, non ha alcuna influenza sulla conformità e sulla documentazione della macchina relativa alla direttiva macchine, proprio come per le prolunghe forche.

Un’attrezzatura intercambiabile deve essere accompagnata, al pari di una macchina vera e propria, da tutta la documentazione prevista dalla direttiva macchine : manuale di uso, certificazione e targhetta.

Comtec, in quanto costruttore, deve inoltre fornire su richiesta delle autorità competenti un fascicolo tecnico comprendente disegni, calcoli strutturali, considerazioni e descrizioni delle scelte operate.

E’ inoltre ovvio che, vista la caratteristica propria dell’attrezzatura di essere assemblata dopo la messa in esercizio della macchina ( e quindi potenzialmente all’insaputa del costruttore della macchina ) Comtec si assume ogni responsabilità connessa all’impiego delle nuove funzioni apportate o alla modifica di quelle esistenti. La progettazione è eseguita tenendo in forte considerazione questo punto e il manuale è ricco di indicazioni riguardanti sia l’attrezzatura che l’utilizzo della macchina che andrà accoppiata in relazione alle nuove funzioni.

 

Appendice : la ricertificazione della macchina

 

E’ frequente ascoltare richieste di certificazione della macchina  (anzi, di solito sento dire ricertificazione ) incorporando anche l’attrezzatura intercambiabile. Questa richiesta non è legittima e non può in alcun modo essere accolta. La natura stessa dell’attrezzatura intercambiabile è , come dice molto chiaramente la definizione, quella di essere assemblata dopo la messa in esercizio della macchina. E’ quindi apertamente in contraddizione con la direttiva macchine certificare la macchina con l’attrezzatura ed eseguire una messa in esercizio del complesso.

E’ inoltre impossibile rilasciare una certificazione valida di un insieme macchina-attrezzatura in quanto questo insieme non è considerabile come una macchina ” più complessa” proprio in virtù della definizione di macchina data dalla direttiva macchine :

 

  1. a) «macchina»:

— insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato

di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana

o animale diretta, composto di parti o di componenti, di

cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente

per un’applicazione ben determinata,

— insieme di cui al primo trattino, al quale mancano solamente

elementi di collegamento al sito di impiego o di

allacciamento alle fonti di energia e di movimento,

— insieme di cui al primo e al secondo trattino, pronto per

essere installato e che può funzionare solo dopo essere

stato montato su un mezzo di trasporto o installato in

un edificio o in una costruzione,

— insiemi di macchine, di cui al primo, al secondo e al

terzo trattino, o di quasi-macchine, di cui alla lettera g),

che per raggiungere uno stesso risultato sono disposti e

comandati in modo da avere un funzionamento solidale,

— insieme di parti o di componenti, di cui almeno uno

mobile, collegati tra loro solidalmente e destinati al sollevamento

di pesi e la cui unica fonte di energia è la forza

umana diretta;

Come è possibile notare, pur essendo indicati diversi tipi di insieme ( di macchine, di macchine e quasi macchine, di componenti ), non è presente quello macchina – attrezzatura, questo in conformità alla definizione di attrezzatura intercambibile appena analizzata.

Una certicazione di questo tipo è quindi sostanzialmente un documento che non ha nessuna validità in quanto redatto in aperta contraddizione con la direttiva rispetto alla quale si vuole attestare la conformità. La richiesta di produrre un documento di questo tipo è illegittima e, in sostanza, un sintomo della mancata lettura e comprensione di questa direttiva. Concludendo : le attrezzature intercambiabili non vanno certificate con il carrello, possono essere montate direttamente dall’utilizzatore e il loro impiego non ha nessuna connessione con la documentazione del carrello.

 

.P.

 

 

4 thoughts on “Attrezzature intercambiabili, cosa sono ?

  1. Buongiorno,
    quanto da lei detto è vero limitatamente ad un’attrezzatura intercambiabile che il costruttore ha previsto venga installata sulla macchina (ipotizzo escavatore).
    Come si dovrebbe agire nel caso di un escavatore sul quale viene montata un’attrezzatura intercambiabile costituita da pinza-rotore-piastra-perno quando il costruttore ha previsto la funzione di sollevamento solo con gancio?

    Nella speranza di una vs. cortese risposta,
    Buona giornata
    Anna

    • Buongiorno, mi scuso per l’enorme ritardo nella pubblicazione del suo commento. Solo in questi giorni di riposo forzato sono riuscito a ripulire tutto quanto dallo spam e trovarvi nel mezzo alcuni commenti interessanti.
      A mio avviso se l’attrezzatura intercambiabile è sviluppata dopo un’indagine e un’analisi dei rischi rispetto all’accoppiamento con la specifica macchina di base, e questo è riportato nel manuale, non dovrebbero esserci problemi.

  2. Buongiorno,
    ho letto la spiegazione molto dettagliata su un argomento un pò spinoso. Ritengo tuttavia di dissentire su un aspetto fondamentale, ovvero, la necessita di “ri-certificare” l’insieme.
    E’ infatti fondamentale quanto riportato nella definizione di macchina, ovvero “insieme equipaggiato o destinato ad essere equipaggiato di un sistema di azionamento diverso dalla forza umana o animale diretta, composto di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati tra loro solidamente per un’applicazione ben determinata,” ove il punto chiave dell’argomento “ri-certificazione” diventa l’identificazione dell’applicazione ben determinata per cui era stata certificata a suo tempo la macchina stessa.
    Per spiegare meglio, mi trovo pienamente d’accordo con quanto sopra esposto dal Collega, se nell’uso previsto della macchina è contemplata la modifica apportata dall’attrezzatura intercambiabile equipaggiata, allora nulla è dovuto inquanto rientra tra quanto previsto dal fabbricante originario della macchina.
    Qualora invece l’attrezzatura apporti una nuova funzione alla macchina (funzione non prevista dal fabbricante originale e di cui quindi non sono stati valutati i potenziali rischi) allora quest’ultima, congiuntamente con l’attrezzatura intercambiabile, costituiscono oggettivamente un insieme che deve essere rivalutato e “ri-certificato” dal fabbricante che lo ha realizzato.
    L’esempio fornito sopra, relativamente all’attrezzatura di prolungamento delle forche di un muletto è un esempio calzante. Il fabbricante del muletto ha valutato la macchina che ha certificato ai sensi della direttiva macchine verificando il requisito 1.3.1 (perdita di stabilità) e congiuntamente i requisiti 3.4.1 (movimenti incontrollati) e 4.1.2.1 (rischi dovuti alla mancanza di stabilità). La verifica di tali RESS è fatta rapportando il momento ribaltante dato dal carico posizionato sulle forche rispetto il momento stabilizzante (dato dal peso al baricentro delle macchina). Se il momento ribaltante cambia (prolungando le forche del muletto oltre a quanto previsto dal fabbricate dello stesso) la verifica di tali RESS decade proprio perchè l’applicazione delle prolunghe delle forche è stata fatta senza rispettare i limiti della macchina con conseguente sgravio di responsabilità da parte del fabbricante del muletto. L’applicazione delle prolunghe sulle forche, non comporta una certificazione di insieme, SOLO E SOLTANTO se la loro applicazione è già stata prevista dal fabbricante del muletto e ne è stata data evidenza sul manuale di istruzioni al paragrafo “Limiti della macchina”. Il RESS 3.6.3.2 (Usi molteplici) dedicato alla valutazione delle macchine mobili, riporta infatti l’obbligo del fabbricante di indicare, nelle istruzioni a corredo della macchina, per quali usi molteplici è prevista la macchina indicando quindi per quali attrezzature intercambiabili è già destinata ad operare. Dalla mia esperienza personale, non ho mai visto un manuale di istruzioni di un muletto, che indica la possibilità di applicare delle prolunghe sulle forche, pertanto in questa specifica condizione, si renderebbe necessaria la marcatura dell’insieme carrello + prolunghe forche.
    Rimango disponibile per ulteriori approfondimenti, se nel caso.

    • Buongiorno, in questo modo non si spiegherebbe come, nella definizione di attrezzatura intercambiabile, sia espressamente indicata la possibilità di aggiungere con essa una funzione non prevista.
      La definizione di macchina non è inoltre pertinente, rispetto a questo caso, in quanto essa non sarebbe formata da parti e componenti, ma da una macchina e da un’attrezzatura intercambibile, oggetti ben diversi.
      Quindi non esiste una definizione di macchina che comprenda questa casistica di “insieme”, in perfetto accordo a mio avviso con la definizione di attrezzatura intercambiabile, che serve ad aggiungere nuove funzioni senza costituire una nuova macchina.
      Per quanto riguarda l’esempio proposto, si dimentica che la portata del carrello elevatore è composta di due termini inscindibili, la massa trasportabile e la distanza da un punto determinato del centro di gravità di questa. Il prodotto di questi due termini non va superato, tuttavia è possibile superarlo inavvertitamente sia con le prolunghe che senza di esse. E’ indispensabile affidarsi a targhette o quantomeno ad un’analisi documentata, e alla formazione del carrellista.
      Per quanto riguarda l’analisi dei rischi è indispensabile, per ogni attrezzatura proposta, un’analisi della situazione di impiego specifica e un’analisi dei rischi dedicata alla configurazione specifica.
      Ad esempio, per quanto riguarda le prolunghe forche, è necessario inidividuare sia le caratteristiche geometriche e la portata marcata sulle forche che il modello e la portata dichiarata sulla targhetta della macchina di base.
      Nel caso il cliente fosse un’utilizzatore finale non in grado di verificare il rispetto sia del momento ribaltante massimo che del momento flettente massimo tollerabile dalle forche ( spesso è questo il limite più stringente ) si fornisce gratuitamente un documento, in aggiunta al manuale e al certificato, con la stima delle portate concesse nelle situazioni tipiche di carico.

      Ovviamente mi scuso nuovamente, anche con lei, per il ritardo nella pubblicazione e nella risposta.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *